Comum · Lugares

Elima

Unlocated ancient city of Sicily

Cidade da Antiguidade, Itália

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Dionigi di Alicarnasso riporta che Enea giunto in Sicilia, incontratosi con Aceste e Elimo, dimostrò loro la sua amicizia col fondare per essi le città di Segesta e di Elima. Taluni hanno voluto intendere per Elima la città di Erice. Dionisio riconferma il nome della città di Elima ben due volte: la prima quando afferma che Enea la fondò in onore di Elimo, e successivamente quando afferma che in cima eresse un tempio a Afrodite. Secondo Gabriella Vanotti la spiegazione risiederebbe sul fatto che si parla di un altare a Afrodite Aineias posto sul punto più alto della città, e a Erice il tempio si trova proprio in cima al monte San Giuliano. Ma Dionisio parla pure di un tempio eretto da Erice a Segesta, di cui, afferma con un certo sgomento lo stesso autore, non esiste traccia. Peraltro anche gli storici antichi menzionano, ora una, ora un'altra città, alimentando dubbi e perplessità: Ciascun storico antico fa riferimento a nomi diversi, alimentando una grande confusione, al punto che prima degli scavi presso la città di Entella si riteneva che neppure questa città fosse mai esistita; sulla stessa linea diversi storici hanno voluto in maniera del tutto arbitraria identificare la città di Elima con Erice, ritenendo pertanto che una città di nome Elima non sia mai esistita. Ma in ordine alla presunta collocazione di un tempio a Afrodite che giustificherebbe l'identificazione di Elima con Erice va ricordato che l'Afrodite di Erice fu detta Ericina in tutte le fonti e mai Aineias. Dionigi d'Alicarnasso è consapevole che la città di Erice preesiste all'arrivo di Enea e ancor prima all'arrivo di Elimo ed Aceste, per cui non ha alcun motivo di ritenere che Enea venga in Sicilia a fondare Erice. Se le fonti attestano dell'arrivo di un Elimo, di nobili discendenze, al punto tale che il popolo da lui prese il nome, si deve ritenere che allo stesso modo di come Segesta prese nome dall'eponimo Aceste, debba essere esistita una città Elima dall'eponimo Elimo. Nel 1956, l'Aloisio pone la costruzione della città sul monte Castellazzo di Poggioreale, afferma che non si trattò di una città grande e importante quanto Segesta, destinata a diventare il centro politico degli Elimi, ma che ebbe una connotazione di fortilizio, posta in una posizione strategica a controllo della via del Crimiso destro, a suo tempo un fiume navigabile, che da Selinunte conduceva al punto di confluenza, in uno snodo cruciale per raggiungere Agrigento-Siracusa, passando da Camico, o per raggiungere la città di Schera (Corleone) e Makella (Marineo) e da lì seguendo il corso dell'Eleuterio il mare dei Tirreni e Himera.

Texto: Wikipédia em italiano, CC BY-SA 4.0. ·

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